- Renzi inizia a starmi un po' più simpatico. Ha addirittura prodotto le dimissioni di Fassina! Solo per questo ha guadagnato dieci punti. Poi vedremo che altro combina.
- Bersani è stato molto male e per un po' ho avuto sinceramente paura. Come ogni volta che succede qualcosa del genere il popolo della rete ha avuto l'esigenza di dire la sua. Un tweet per Bersani non si nega a nessuno. Così si è alzato un coro di elogi e un coro di desideri di morte immediata. È molto triste tutto questo, sia da un lato che dall'altro. Non mi piace questo bisogno che abbiamo tutti di dover dire una cosa su qualsiasi cosa, soprattutto tragica. Muore un cantante, di cui magari fino al giorno prima ignoravamo l'esistenza, e di colpo postiamo sue canzoni. Muore Mandela e sembra che non ci siano più razzisti. Ma zitti, ogni tanto, proprio non ci sappiamo stare?
Perfino Beppe Grillo si è sprecato a parlar bene di Bersani, quando, mi sembra di ricordare, fino a pochi mesi fa era un morto, una mummia, ecc. ecc. Trionfo dell'ipocrisia.
Certo, allora che bisogna fare? Augurare sinceramente la morte o essere falsi e augurare una pronta guarigione? Penso che esista una terza via: se il politico Bersani non ti piace, se non te ne frega niente dell'uomo, piuttosto che scrivere cose cattive che magari se ci fosse la tua faccia vicino neanche diresti, stai zitto. Forse vogliamo tutti i nostri quindici minuti di notorietà, ma c'è modo e modo. E certi toni, in ogni caso, non li condivido.
E penso sinceramente che Bersani, almeno l'uomo, se non anche il politico, non li avrebbe affatto meritati.
- Sullo stesso argomento del punto precedente. Sono rimasta scioccata dai commenti di certi animalisti sotto quel video di Caterina, la ragazza che deve la sua vita alla sperimentazione animale. Adesso, io non sono una scienziata, sono immersa negli animali, non compro pellicce, sono contraria alla sperimentazione animale per i cosmetici, ma santo cielo. Come si può dire che la vita di un topo vale più di quella di una persona? Come si può arrivare ad augurare la morte a una ragazza solo per tutelare una manciata di topi o chi per loro? Come?!?! Metti sul piatto della bilancia una persona, un embrione e un topo. La persona vince su tutto e se serve sacrificare gli altri due per salvare la prima, ben vengano tutti i tentativi. Mi chiedo se chi ha scritto quelle minacce abbia mai visto qualcuno stare male, mi chiedo se penserebbe le stesse cose se Caterina fosse stata sua sorella, sua figlia, una sua amica.
A volte credo che gli animalisti vivano in un posto tutto loro, completamente fuori dalla realtà. Magari vivono in città e non hanno la più pallida idea di quello che significa allevare un animale. Oppure magari comprano un cane e lo tengono nei loro quaranta metri quadri di casa, forse gli mettono addosso un bel vestitino e lo coccolano come un figlio, ma cavolo, un cane non è un figlio. E siamo sicuri, animalisti, che un animale viva bene in un appartamento in città? Dal mio punto di vista, di ragazza di campagna, no. Gli animali hanno bisogno di libertà e di affetto e se l'affetto si può dare ovunque, la libertà no. Perciò piantatela di parlare di topi e di fare le codine ai cagnolini come fossero bambine: non lo sono.
Gli uomini sono una cosa, i cani un'altra. Non sto dicendo che i primi siano migliori, anzi, spesso penso proprio il contrario. Sta di fatto però che non sono la stessa cosa.
Non ho le competenze per dire se sia possibile una sperimentazione medica non animale, l'unica cosa che voglio è che chi è malato possa avere una possibilità. E mi dispiace se cento topi moriranno, ma nessuno si accorgerà della loro assenza. Dell'assenza di una qualunque Caterina invece una famiglia sentirà sempre il peso.
Amo gli animali, ma gli animalisti proprio non li capisco. Le cose devono tornare ad avere il giusto peso, le stiamo confondendo troppo.
Buon 2014, comunque.
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martedì 7 gennaio 2014
martedì 3 dicembre 2013
Un uomo perbene. [Pensieri per Bersani scritti il 28 febbraio 2013. E per la prima volta, in un mio post, compare Pippo Civati.]
Caro Pierluigi, quando l'altro giorno ti ho visto sul palco con quella faccia bianca cadaverica ho temuto che tu potessi scoppiare a piangere da un momento all'altro. Non importa se le lacrime non sono uscite, l'ho visto che stavi piangendo lo stesso. E anch'io, davanti la tv, stavo piangendo senza lacrime con te. In quel momento mi sono tanto pentita di aver parlato male di te negli ultimi mesi, anche se poi, in fondo, un po' di ragione ce l'avevo. Hai gli occhi buoni e una bella storia alle spalle: figlio di una famiglia normale potevi diventare il Presidente del Consiglio di un governo importante. E forse puoi ancora esserlo, il primo ministro, ma non so quanto l'eventuale governo sarà importante a questo punto.
La campagna elettorale è finita. Dimentichiamo quello che è stato e ricominciamo. Ti chiedo scusa per gli insulti, ma sai com'è, un leader si assume tante responsabilità. Si prende i meriti, se vince, e gli insulti, se perde o si mangia un vantaggio di proporzioni cosmiche. Anche se poi non sarà mai tutto merito, o colpa, sua. Ma tu questo lo sai e lo sapevi quando hai deciso di fare il politico.
Ci pensavo martedì, mentre guardavo la tua faccia sconvolta. Dev'essere difficile, per un uomo perbene, fare il politico. Se tu sei un urlatore e non te ne frega niente di niente non hai problemi, ma se sei uno taciturno, in punta di piedi, che non insulta mai nemmeno chi gli insulti se li meriterebbe, allora secondo me passi notti insonni a rigirarti nel letto tra punti interrogativi e incubi.
Scusami Pierluigi, per aver invocato Renzi. Magari Renzi non l'avrei nemmeno votato.
Ci pensavo martedì, mentre guardavo la tua faccia sconvolta. Dev'essere difficile, per un uomo perbene, fare il politico. Se tu sei un urlatore e non te ne frega niente di niente non hai problemi, ma se sei uno taciturno, in punta di piedi, che non insulta mai nemmeno chi gli insulti se li meriterebbe, allora secondo me passi notti insonni a rigirarti nel letto tra punti interrogativi e incubi.
Scusami Pierluigi, per aver invocato Renzi. Magari Renzi non l'avrei nemmeno votato.
Essendo tu il leader di una coalizione di sinistra devi capire tante cose dal modo in cui hanno votato gli italiani. Vista la tua faccia l'altro giorno su quel palco credo che tu autocritica l'abbia già fatta.
Devi sapere che negli ultimi due giorni sono diventata una bersaniana convinta, io che non lo sono mai stata. Ti prego, Pierluigi, non cambiare di un millimetro la tua linea. Non ascoltare quello scemo di quel laureato alla Normale di Pisa coi baffetti che non ha capito niente di quello che vogliono gli elettori della sua coalizione. Non ascoltarlo, Pierluigi. Tu non sei come lui, non sei un paraculo dalemiano. Sei un ottimo mozzo della tua nave, come capitano hai lasciato un po' a desiderare, ma ora basta rivangare il passato e perdersi in chiacchiere insignificanti sul cosa sarebbe stato se. Dopo la batosta stai facendo bene. Non schiodarti da quella posizione. Sono un'ottimista di natura Pierluigi, quindi penso che la fiducia dei grillini, in qualche modo, ce l'avrai. Conviene a entrambi, no? Tu dimostri di aver capito il messaggio e loro dimostrano di saper anche costruire oltre che distruggere.
Sai, ieri parlavo con un elettore di Berlusconi (uno che ha ammesso di averlo votato), non gli è piaciuto il tuo discorso e la porta chiusa in faccia al suo partito. A me invece è piaciuta, anzi, sbattila più forte la prossima volta. Ti ho votato io e devi accontentare me, non gli altri. Quindi continua così.
Quello che fa il capitano di una nave è prendersi gli onori e anche gli oneri quando le cose non vanno bene. A me sembra che tu l'abbia fatto. A me sembra che la faccia su questa vittoria mancata, su questa mezza sconfitta, tu ce l'abbia messa nel modo in cui mi aspettavo. Lunedì ero furibonda e se ti avessi avuto tra le mani ti avrei strozzato. Guardavo le proiezioni e pensavo che dovevi dimetterti. Adesso non ne sono più tanto convinta. Hai fatto bene a restare. Se fossi andato via saresti stato un vigliacco, invece sei restato a bordo e hai dettato una linea che condivido. E che mi auguro si realizzi.
Dimentica i D'Alema, dimentica tutti i Veltroni. Tieniti stretti i giovani del tuo partito, sono loro il futuro, siamo noi.
E se ci tieni al futuro del centrosinistra e del tuo partito, e lo so che ci tieni, molla i vecchi del partito e le loro teorie suicide e ascolta le nuove leve.
Guarda che se ti comporti bene faccio finta di dimenticare che potevamo essere già tranquillamente seduti al Governo se solo ci fossimo svegliati prima.
Pierluigi, uomo perbene con gli occhi buoni, puoi ancora fare qualcosa di importante o almeno di sensato per me che sono, indirettamente, una tua elettrice. Forza eh!
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