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venerdì 14 febbraio 2014

I tweet più belli del giorno della staffetta. Per sdrammatizzare, solo un po'. #occupyPalazzoChigi













giovedì 13 febbraio 2014

Cambiare verso, inversione a U. Ritorno al passato.

Quando si dice essere coerenzi ci si comporta proprio così.
Ma non temete: Francesco Nicodemo, responsabile della Comunicazione nella nuova segreteria del Pd, ci ha gentilmente spiegato come è possibile che a volte si cambi idea su alcune piccole cose.
Tutto chiaro adesso? Oltre che verso, Renzi ha cambiato pure paradigma. Che poveri stupidi e ignoranti siamo, non l'avevamo mica capito. Pensavamo fosse solo un'ennesima manovra di Palazzo. Stolti.

domenica 19 gennaio 2014

Io non sono in sintonia. Così, per spiegare.

Ieri mi è uscito un post un po' contorto, forse, così come si sono contorti i miei discorsi di ieri e oggi. Parlando con persone di centrosinistra, alla fine, sembrava che, di colpo, fossi diventata una renziana. Io. No.

Il post di ieri l'ho scritto dopo che un supercuperliano gongolava sostenendo che lui Renzi alle primarie non l'aveva votato e che, quindi, lui con l'incontro supermediatico di ieri non c'entrava niente. E io lì a dirgli che Cuperlo non era esattamente il candidato di quella parte di Pd che nell'ultimo anno si è tenuta a debita distanza da Berlusconi. E giù a dirgli, in maniera un po' impulsiva, quello che più o meno ho scritto ieri.
Alla fine, mi tocca ammetterlo, sembrava che io stessi approvando quello che sta facendo il segretario (di un partito che, tra l'altro, ogni tanto mi tocca ricordarlo, non è il mio).

Non stavo difendendo Renzi, ma francamente trovo piuttosto imbarazzante l'atteggiamento del Pd. Ora, Fassina oggi si vergogna. Oggi. Quando ad aprile ha rivotato con Berlusconi Napolitano era orgoglioso invece. Quando, dopo aver detto per quasi un mese "mai con Berlusconi", c'ha fatto il governo, oh, era orgoglioso anche allora.
Ma adesso, di colpo, si vergogna. Adesso.

Mi meraviglio di quanto certi politici ci prendano per i fondelli. Che Renzi sia un fantastico paraculo io lo credo tuttora, come due mesi fa, ma che Renzi fosse questo lo sapevamo benissimo. Io non l'ho votato e posso dire con cognizione di causa, non come i cuperliani, che ho sostenuto il candidato che l'inciucio con Berlusconi non l'ha mai voluto. Il punto è che però Renzi ha stravinto le primarie e che Renzi non temesse il dialogo con Berlusconi si sapeva da prima. Il 70% dei votanti l'ha scelto e chi vince un'elezione democratica si rispetta, punto. Adesso, che Fassina esca fuori offeso da un Chi? francamente è imbarazzante, che si vergogni solo oggi ancora di più. Mi sfugge poi che cosa Fassina abbia fatto ultimamente per cambiare il Pd, ecco, a parte cambiare idea continuamente su tutto.
Mi sfugge anche che cosa ci sia di diverso tra il Berlusconi di aprile e quello di gennaio. Una condanna? Forse. Ma che cosa ha fatto il Pd ad agosto? Non è che ha sciolto il governo, no, ci mancherebbe, il Pd è responsabile. Così tanto responsabile che ha continuato a cedere ai ricatti del sopracitato condannato, con cui sarebbe ancora al governo, se non se ne fosse andato lui per puri calcoli elettorali e perché, diciamocelo, stare all'opposizione è molto più divertente.

Insomma: Renzi, che a me oggi non sembra particolarmente diverso da quello di un mese fa, ha stravinto le primarie. Le persone l'hanno votato perché facesse qualcosa, a differenza degli altri, e io sono sicura, ma ci metterei la mano sul fuoco, che lui questa legge elettorale se la porterà a casa.

Poi sono anche buffi, un po', i cuperliani, perché tu gli parli di 70% dei voti e loro ti dicono che a votare Renzi sono stati i berlusconiani. Può darsi un po', ma il 70% mi pare una percentuale un po' troppo larga per darla tutta a elettori dell'altra parte. Poi non ho capito: le primarie vanno bene solo se vince il tuo candidato? E allora basta, non facciamole più o facciamole chiuse. Che votassero solo gli iscritti e che vincessero sempre i Cuperli. Così i Fassina non si vergognerebbero, poverini.

Ricapitolando: volevo Rodotà Presidente della Repubblica, non volevo il governo Letta, ho votato Civati che è il meglio che quel partito irrecuperabile possa offrire, non mi piace Renzi, ma Fassina mi piace ancora di meno. Non ho cambiato idea praticamente su niente. Voglio una legge elettorale e sono stufa, ma proprio stufissima, di un Paese che dal 1994, qualunque cosa succeda, che sia al governo o all'opposizione, che sia indagato, condannato o decaduto, continua a ruotare intorno a un'unica persona. Per non parlare poi di quanto sia stufa di questa sinistra. Oddio, non vorrei che qualcuno si offendesse, sentendo parlare di sinistra.

Quindi spero di essermi spiegata.
E mi dispiace se ci sono renziani già delusi: il cambiamento era Pippo.

Passo e chiudo.

sabato 18 gennaio 2014

Con Berlusconi il Pd dice sì a due governi, no alla legge elettorale...spiegatemi la logica.

Capisco che Alfano e Scelta Civica se la prendano, essendo loro al governo col Pd. Nella logica delle cose dovrebbero essere loro i primi interlocutori del Pd, ma invece Renzi incontra Berlusconi. Berlusconi che sarebbe all'opposizione, come forse anche Renzi, mi parrebbe di capire.

Quelli che non capisco, stranamente proprio eh, sono quelli del Pd.

Mi sbaglio o qualche mese fa gli stessi membri del Pd, che oggi si agitano perché il neoeletto segretario sta pensando di coinvolgere Berlusconi per fare la legge elettorale, hanno coinvolto Berlusconi per fare il governo?

Mi sbaglio o è dal 2011 che si susseguono governi necessari, indispensabili, di grande responsabilità nazionale, che appena insediati promettono a gran voce almeno una cosa, cioè la legge elettorale?
L'ha fatto Monti, quando il Pd era al governo col Pdl.
L'ha fatto Letta, quando il Pd era al governo col Pdl.
Quindi se Monti e Letta si fossero già degnati di fare la legge elettorale, scusate, ma con chi l'avrebbero approvata?

Il problema non è tanto che oggi Renzi incontri Berlusconi secondo me. Il problema è che da anni la sinistra si nasconde così tanto dietro Berlusconi che finisce per non avere mai i voti sufficienti per fare le cose e, gira gira, ha sempre bisogno di lui.

Poi che cosa vuole Grillo? Mi sbaglio o ha detto di essersi tirato fuori dai giochi? Be', allora taci.

Non mi sono di colpo redenta, folgorata da Renzi-il messia, ma penso ancora, come l'8 dicembre quando per questo ho votato Civati, che questo governo non ha senso di esistere, motivo per cui l'unica cosa che il Parlamento deve approvare, in fretta, è la legge elettorale.
Poi basta.
Andiamo a votare.

Da quello che ho capito se ci andiamo con il proporzionale siamo condannati a larghe intese forever e dato che io questo non lo voglio, ma Letta e Alfano non lo so, ben venga la legge di Renzi, se permetterà un bipolarismo e una governabilità, che poi è l'unica cosa che una legge elettorale dovrebbe garantire: la governabilità.
A me piace molto votare, ma andare a votare ogni anno per le politiche, sinceramente, mi sembra un po' esagerato.

Non mi piacciono i mezzi, ma se il fine produrrà finalmente una legge elettorale che non condanni sempre alle larghe intese, potrei chiudere un occhio o anche due. D'altra parte, ripeto, Renzi sta solo facendo apertamente ciò che il Pd fa da anni, non sempre in maniera così palese.

[Se non fosse chiaro, questo non è un post proRenzi e proIncontro. È un post contro l'ipocrisia della gente del Pd].

Alias Hugh Grant

Avete presente quel discorso che fa Hugh Grant (primo ministro inglese) al presidente americano in "Love Actually"?
Saremo pure un paese piccolo, ma siamo anche grandi! Siamo la patria di Shakespeare, di Churchill, dei Beatles, di Sean Connery... di Harry Potter! Del destro di David Beckham... e anche del sinistro di David Beckham!
Rivedendolo l'altro giorno ho avuto una specie di visione. Non so, credo che da Matteo Renzi, un giorno o l'altro, possa aspettarmi un discorso del genere. No?

lunedì 9 dicembre 2013

Invece #stravinceRenzi. [Pensieri molto sparsi]

Il #vinceCivati è stato solo un bel gioco su twitter, un gioco che, a un certo punto, devo ammetterlo, mi ha fatto immaginare che si sarebbe potuto realizzare davvero, ieri.
Ma lasciatemi perdere, io sono solo una sognatrice.
Una che a innamorarsi delle idee ci mette tre secondi netti, o forse meno.
Una che inizia un po' diesel e poi finisce che ci crede con tutta se stessa.
E ci rimane male quando il politico di cui si era innamorata non vince. A dir la verità mi succede sempre.
Con Nichi Vendola l'anno scorso.
Con Pippo Civati quest'anno.
Ma verrà un giorno in cui il mio voto contribuirà a una vittoria. [Lo spero, almeno.]

Non mi aspettavo un plebiscito di queste proporzioni per Matteo Renzi, la vittoria era più che prevista, ma, a nostre spese, abbiamo visto che tante volte i sondaggi non ci hanno azzeccato. Stavolta, che avrei voluto non ci azzeccassero, erano giusti. Matteo Renzi ha davvero stravinto e Cuperlo s'è preso un treno in faccia. E Civati, be', per lo spazio che gli hanno dato tv e giornali sarebbe potuto andare molto peggio, ma comunque io mi aspettavo (o sognavo) percentuali migliori.
Alla vigilia mi immaginavo un Renzi quasi al 50%, e Cuperlo e Civati quasi pari, anche se ovviamente, nei miei piani, la spuntava il mio affezionatissimo. E poi ci sarebbe stato un bel ballottaggio tra due visioni politiche completamente diverse, ma che avevano mosso i primi passi importanti nella politica nazionale insieme, con quella Leopolda di qualche anno fa snobbata da chi ha fatto del Pd proprietà privata da decenni. Invece oggi quella Leopolda è maggioranza, una maggioranza schiacciante. Civati e Renzi insieme superano l'80% di preferenze. Chi li ha votati, credo, è stato mosso dallo stesso sentimento, dalla stessa voglia di cambiamento. Non era Cuperlo che non andava bene, era il fatto che lui rappresentasse una classe politica stanca e inutile, per niente disposta a lasciare la poltrona. Magari lui era migliore di quelli che l'hanno candidato come un bamboccio adatto a espiare le loro colpe, ma la verità è che non mi sono neanche presa mai la briga di scoprirlo, mi bastava quello che diceva D'Alema e anche il modo in cui lo vendevano i suoi elettori. L'idea di votare una persona non tanto perché ha un bel programma, delle idee condivisibili, un progetto importante, ma solo per arginare l'ascesa di qualcun altro, che in ogni caso sarebbe anche dello stesso partito, mi fa ribrezzo.
Non mi piace la politica contro.
Mi piace la politica per.
Non ha avuto senso fare per vent'anni campagna elettorale contro Berlusconi e non ha avuto senso farla per mesi contro Matteo Renzi.

Che succede da oggi?
Boh, figuriamoci se lo so. Renzi dovrebbe già aver presentato la segreteria, ma non mi sono ancora per niente informata.
Che cosa mi aspetto dal neosegretario la cui elezione è stata pressoché un plebiscito? Ben poco. Renzi non gode della mia fiducia, oltre al fatto che ho idee politiche molto diverse dalle sue. Oh, fa dei discorsi bellissimi, si inventa le Francesche ed è toscano (e io adoro i toscani), ma, come dire, per me lui puzza enormemente di paraculaggine. È quel genere di uomo di cui non vorrei mai innamorarmi, perché probabilmente non riuscirei mai a fidarmi fino in fondo e aspetterei con ansia il momento in cui mi tradirà. Renzi è un ambizioso, presuntuoso, a tratti arrogante, uno che ha dimostrato di avere coraggio nel mettere la faccia in una battaglia di rottamazione che, all'inizio, non sembrava affatto realizzabile. Certo, forse il coraggio vien da sé quando hai alle spalle certi finanziatori.
Comunque. Se le alternative ieri fossero state solo Renzi e Cuperlo non sarei andata a votare, ma se fossi stata proprio costretta a scegliere avrei scelto Renzi. Più per quello che rappresentava una volta che per quello che lui è oggi.
All'inizio, in realtà, mi piaceva. Mi piaceva l'idea di cui si era fatto portavoce: rottamare chi sta lì da decenni.
Credo che sia ancora quella l'immagine a lui più legata, oltre a quella cena ad Arcore, oltre all'essere un ipotetico Berlusconi di sinistra, forse portavoce di troppe promesse e di un po' di demagogia, ma vincente.
Per me il vero cambiamento sarebbe stato Pippo Civati, ma credo che qualcosa dovrà cambiare per forza di cose anche Matteo Renzi. Altrimenti nel giro di poco tempo non sarà più credibile nemmeno lui e quei milioni di voti evaporeranno e arriverà qualcun altro a rottamarlo, magari ancora proprio D'Alema, chissà.
Nonostante tutte le pecche politiche, ognuno ha le sue idee d'altra parte, considero Matteo Renzi molto più intelligente e furbacchione di Beppe Grillo, perciò credo proprio che lui non sciuperà il consenso ottenuto ieri, non resterà in un angolo a puntare il dito contro gli altri fingendo di non farne parte. Da questo punto di vista, io penso che il nuovo segretario del più grande partito di sinistra italiano (finché non tornerà a essere la solita Dc, si intende) una scossa proverà a darla. È costretto a fare qualcosa subito. E di questi tempi, di fronte a questo governo immobile che passa i mesi cercando di eliminare l'Imu, senza neanche riuscirci davvero, qualsiasi movimento è, per me, ben accetto. Tutto è meglio di questo.
E se siamo finiti al punto in cui siamo non è colpa di Matto Renzi, cavolo. Se la sinistra non esiste non è colpa sua. Lui vent'anni fa era alla Ruota della Fortuna, mica già in Parlamento o ai vertici di qualche partito. Su questo punto lo difendo senza se e senza ma. Quando D'Alema lo accusa di essere un pericolo per la sinistra, fa bene lui a dirgli che sono loro, D'Alema e company, ad aver ridotto la sinistra italiana a questa cosa informe e perdente. Poi certo, Renzi non rappresenta la mia idea di sinistra, ma è stato ampiamente votato e il voto va sempre rispettato.
Tutto sommato da oggi il Pd torna a essere per me quello che è sempre stato, cioè non il mio partito.

Non l'avevo comunicato a nessuno, non lo avevo scritto da nessuna parte, ma mi ero detta che se Civati fosse riuscito nella mission impossible avrei seriamente iniziato a pensare di prendermi una tessera politica. Possibile che non ne ho mai avuta una? Invece niente, dovrò aspettare ancora, un altro giro di giostra, altre primarie. Forse dovrò aspettare che Pippo Civati esca da quel cavolo di partito che non ha niente di sinistra, ma lui ci tiene troppo, lo so, quindi non uscirà per il momento. E poi fondare un altro, ennesimo, partito, servirebbe a qualcosa? Mi sa di no.

Ah, che delusione. Che amarezza. Che tristezza.
Voglio sperare che Matteo Renzi sia in grado di farmi ricredere. E poi voglio credere, fortissimamente credere (e su questo ho molti meno dubbi), che per il nostro amatissimo #civoti il meglio debba ancora venire (tanto per usare un'espressione moooolto renziana). Non so come, non so dove, non so quando, ma mi fido di Pippo Civati.

Ma voi lasciatemi perdere, io sono solo una sognatrice.

giovedì 12 settembre 2013

Stanchi di perdere (?)

Ho appena letto questo tweet:
Secondo me ha ragione, Giovanni Favia. Renzi è un cavallo molto vincente, almeno in partenza. Anche Bersani lo era a novembre e a febbraio poi è finito come è finito. Comunque ecco, a sinistra la demoralizzazione cresce in maniera esponenziale di giorno in giorno, così tanto che potrebbe essere anche lo sfinimento quello che fa dire che Matteo Renzi è quello giusto.
Io non metterei il centrosinistra nelle sue mani, anche se preferisco lui a tutti i "vecchi" del partito, da D'Alema alla Finocchiaro, passando per Fioroni e tutti gli altri. Io non voterò Renzi alle primarie, ma, devo ammettere, suscita in me una certa curiosità. Quanto è vero e quanto bluffa?
Resta il fatto, e questo è il motivo per cui lo preferisco a chi da vent'anni occupa il Parlamento, che non è per colpa sua se siamo a questo punto. Lui vent'anni fa era alla Ruota della Fortuna, mica già ai vertici del partito.

Resta anche il fatto, comunque, che l'estate non mi ha fatto cambiare idea. Ho ancora la sensazione che Renzi sia un paraculo e che la sinistra che vorrei passi per le mani di Pippo Civati.

lunedì 20 maggio 2013

Una cosa giusta

Aveva detto Renzi. Rottamare. Rivoluzionare il Pd. Togliere il Pd dalle mani di chi è stato dirigente di Pds, Ulivo, Unione e infine Pd senza ottenere niente, a parte casini.
Adesso mi rinnega l'unico concetto che condividevo apertamente nella sua politica.

Capiamoci, se il problema è la parola sbagliata e ne vuole trovare un'altra per esprimere lo stesso concetto va bene, chi se ne frega di una parola, ma se invece adesso che è diventato il pupillo salvatore del Pd rinnega anche il concetto che l'ha reso famoso allora no, non andiamo d'accordo nemmeno su quello. 
La Repubblica
Non è che Renzi riesce nell'impresa di farmi pensare che forse forse abbia ragione Maroni?